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<title>Metatext</title><link>http://www.gproni.org/dblog/</link>
<description>Metatext</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Appunti, Lyta nella nave sperduta nello spaziotempo (per adulti!)]]></title>
	<description><![CDATA[<meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" />
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<p style="margin-bottom: 0cm;">9/5/10</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">1001 stella non &egrave; un romanzo erotico, mixa coscientemente i generi porno e SF, come la Barbarella degli anni '60. Questi appunti sono per adulti!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Urkinus cerca Lyta nel blocco di nave, lungo comunque oltre un chilometro. Lyta si nasconde. Perde il contatto con gli altri. Il troncone di nave in cui si trova &egrave; deserto, ma mantiene funzioni autonome, inclusa una certa capacit&agrave; di propulsione e direzione.  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si rende conto che non vi &egrave; pi&ugrave; l'ora Federale (un sistema di boe-satelliti a emissione radio disseminati attorno a tutti i mondi conosciuti dai terrestri, emette un segnale sincronizzato definito 'spazio-tempo federale standard' -SFS- che serve a collocare le navi nel luogo e nel tempo.) quindi la nave non &egrave; pi&ugrave; nello stesso spazio tempo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mentalmente percepisce Urkinus avvicinarsi. Sa che prima o poi la trover&agrave;. Sa che non c'&egrave; nessun altro nella nave. Lo osserva attraverso il centro di controllo della sezione di nave. Poi deve lasciarlo perch&eacute; il Kemio lo trova e ne prende possesso. Ora &egrave; lui che osserva Lyta attraverso le videocamere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Urkinus uno dopo l'altro si impadronisce di tutte le riserve di cibo. Poi toglie corrente alle diverse sezioni.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Lyta lascia che Urkinus la trovi.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Urkinus le si avvicina. Si &egrave; condizionato con un livello di estrema aggressivit&agrave;. Lyta tuttavia lo ferma e gli parla: &ldquo;Siamo isolati dall'universo, lo hai visto anche tu: non c'&egrave; pi&ugrave; il tempo standard, chiss&agrave; dove siamo finiti. Io sono un'esp, posso trovare un contatto, ma non so governare la nave. Dobbiamo collaborare.&rdquo;</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Ma Urkinus non sembra capire le parole, &egrave; una macchina da uccidere.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">La mente di Lyta partorisce questo ragionamento: &ldquo;Devo calmarlo e sottometterlo. L'unico modo che ho &egrave; offrirmi a lui, fare in modo che mi possieda. D'altra parte, sono frigida, forse non prover&ograve; neppure disgusto. Prima o poi mi trover&agrave;.&rdquo;</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Lyta indossa solo un micro-perizoma. Si avvicina a Urkinus e gli si offre. &ldquo;Prendimi, mi vuoi?&rdquo; Ha letto nella sua mente irrigidita dalle sostanze una repressione estrema. Urkinus si considera un mostro e vive solo di sesso virtuale. Sulla sua tshirt c'&egrave; scritto &ldquo;Prod 2be a_kemio&rdquo; ed &egrave; disegnato un mostro con un pene eretto.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Il pirata si blocca. La guarda. Lyta si tocca i seni. Sorride. &ldquo;Posso farti delle belle cose...&rdquo;</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Urkinus la tocca con una delle mani sintetiche.  </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">La lega. Lyta ha paura, ma sorride.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Il kemio si inietta un afrodisiaco esterno (non ha la sacca sottocutanea perch&eacute; non fa quasi mai sesso).</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Penetra Lyta con un pene durissimo che la ragazza accoglie con fatica. Ma la sua vagina &egrave; come separata dal suo cervello. Urkinus dopo un lungo tempo eiacula rantolando. Ma &egrave; ancora duro. Lyta gli propone una sega. Urkinus la slega. Lyta esegue facendolo venire ancora.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Ora il pirata &egrave; pi&ugrave; calmo. </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">Lyta gli propone un'alleanza e ora Urkinus accetta.</p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=159]]></link>
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	<dc:date>2010-05-09T01:08:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Trama, appunti]]></title>
	<description><![CDATA[Ma da quanto non scrivo!!! Ora spero di poter riprendere. Sono stato due mesi immerso in <a href="http://www.reedo.org" target="_blank">reedo.org<br /></a><br />Da due mesi costruisco nella mia mente questa storia, soprattutto nei brevi minuti prima di addormentarmi.<br /><br />L'astronave sulla quale si trova Lyta si &egrave; divisa in due, ognuna delle due parti &egrave; finita in un diverso spaziotempo. Nel moncone in cui si trova Lyta, un immenso corpo autonomo nello spazio infinito, oltre a lei &egrave; finito Urkinus. I pirati lo avevano spedito a cercarla e quando la nave si &egrave; divisa lui &egrave; finito dalla parte staccata.  <br /><br />Urkinus &egrave; un relitto della galassia. Si &egrave; fatto amputare le braccia per diventare un lottatore abusivo con false braccia cyborg negli incontri clandestini, lo ha pagato un'organizzazione. Siccome per&ograve; &egrave; stupido, e si &egrave; fatto scoprire, lo hanno cacciato ed &egrave; finito a lottare con i cyborg, con i quali perdeva, dopo avergli bruciato il rivestimento delle braccia biomorfe, che sono cos&igrave; ridotte alla struttura meccanica, senza pelle sopra, bruciate. Cos&igrave; si &egrave; trovato derelitto ed &egrave; entrato tra i pirati. E' anche diventato un kemio, perch&eacute; ha dei disturbi emo, cos&igrave; si auto-induce stati emotivi chimicamente, attraverso uin programmatore underskin. Questa specie di Quasimodo dello spazio arranca nei corridoi bui cercando Lyta.<br />La trover&agrave;, si incontreranno. Il mostro e la bella. In qualche modo un atto erotico, simbolico o realistico, avr&agrave; luogo, come &egrave; logico, ma poi Urkinus si sottometter&agrave; a Lyta, diverr&agrave; suo fedele servitore.<br />Ora si muove ferocemente nei corridoi, terrorizzato perch&eacute; nel balzo iperspaziale ogni comunicazione con la nave pirata &egrave; tagliata, iniettandosi emo-droghe per trovare lo stato emotivo che lo possa stabilizzare.<br />E' questa la miseria dei kemio, che modellano da soli le proprie emozioni, incapaci di tollerare quelle reali che il loro corpo produce.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=158]]></link>
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	<dc:date>2010-04-06T23:53:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Continua la storia di Lyta]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="color: rgb(255, 0, 0);">Una prima ispirazione per la continuazione della storia di Lyta.</span><br style="color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Scusate lo stile ma sono appunti... Si tratta delle prime strutture di un nuovo capitolo. Di qui poi dovr&agrave; dipanarsi la storia.</span><br /><br />L'astrogondola &egrave; un'astronave di passaggio che la porta, assieme alle persone che l'hanno fatta fuggire dalla Terra, su una enorme astronave interstellare.<br /><br />Dovr&ograve; studiare bene le astronavi, ma al momento le vedo lunghe da uno a tre chilometri, vengono costruite nello spazio e non scendono a terra se non in casi eccezionali per andare in cantiere. In questi casi vengono calate nell'atmosfera da una miriade di rimorchiatori gravitazionali.<br /><br />Possiedono tre sistemi di propulsione: uno &egrave; quello Anti-G. I reattori anti-G, direzionati all'interno della nave producono il campo che proietta la nave nell'iperspazio. Orientati verso l'esterno governano il veicolo nei campi gravitazionali planetari o stellari, dando il primo impulso verso l'esterno.<br />Il secondo sono le vele solari, che accelerano la nave progressivamente e la fanno spostare nei sistemi stellari.<br />Il terzo sono i motori fotonici che vengono usati per le manovre di maggior precisione, per le emergenze e soprattutto nelle navi da guerra.<br /><br />L'interno delle navi &egrave; costruito in modo diverso a seconda delle diverse culture della navigazione.<br /><br />Le navi della Trib&ugrave;, in genere, riempiono di acqua gran parte degli ambienti dove vive l'equipaggio. L'esercizio necessario per muoversi nel fluido mantiene il tono muscolare. La respirazione &egrave; garantita da micro-respiratori.<br /><br />La nave di Lyta viene attaccata da pirati alla prima sosta dopo la partenza dalla Terra.<br />I pirati si nascondono dietro a un pianeta. Un nave finge di essere in panne e lancia l'SOS.<br />Il comandante sospetta ma non pu&ograve; evitare di spedire una navetta a verificare i problemi della nave.<br />La navetta viene attaccata e sequestrata, i pirati si avvicinano e si agganciano alla nave. Vengono fatti salire a bordo e si impadroniscono della nave con le armi.<br />Il capo dei pirati &egrave; una donna, si chiama .....<br /><br />Lyta si era recata a nuotare dall'altra parte della nave, a diversi chilometri di distanza.<br /><br />La nave pu&ograve; dividersi in blocchi.<br /><br />L'esp indiana riesce a comunicare con Lyta e ad avvertirla del'attacco dei pirati.<br />Lyta si nasconde da qualche parte dell'immensa struttura, nel punto estremo.<br /><br />Il piano che fanno &egrave; il seguente:<br />al momento in cui l'esp navigatore fa scattare il reattore gravitazionale per il balzo nell'iperspazio Lyta, che segue la sua mente, fa scattare il meccanismo di separazione della nave. La parte del reattore, per la diminuzione di massa, finisce in un altro spaziotempo rispetto a quello previsto. La parte con Lyta resta dov'era (o si sposta altrove anch'essa?)<br /><br />questo permette di inventare molte belle storie.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=157]]></link>
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	<dc:date>2010-02-03T23:01:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 23]]></title>
	<description><![CDATA[E' il primo giorno del 2010 e solo oggi ho finito di copiare questo lungo capitolo (30 pagine dattiloscritte). Il lavoro &egrave; stato tanto e non avevo tempo. Ci ho messo esattamente due mesi: ho iniziato a copiarlo il primo novembre... Certamente non posso continuare di questo passo, visto che ci sono ancora decine di capitoli. Spero di poter organizzare un po' meglio la mia vita, ma non sar&agrave; facile...<br /><br />In questo capitolo l'iniziazione di Stylg si conclude. C'&egrave; una complessa simbologia tratta da una disciplina esoterica molto nota... vediamo se qualcuno la riconosce. Non &egrave; cos&igrave; difficile. E' un capitolo un po' astruso, ma tutto il romanzo lo &egrave;, inutile che ci pensi ora. Vedremo alla fine.<br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_23.pdf">LIBRO II, Capitolo 23</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=156]]></link>
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	<dc:date>2010-01-02T01:37:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 22]]></title>
	<description><![CDATA[Finalmente sono riuscito a copiare il cap. 22, erano 24 pagine per fortuna in parte scritte a mano, quindi meno dense. <br /><br />Che strana cosa questo affannarsi, questa pena per trovare un'ora, mezz'ora, a volte la notte o la mattina prima di iniziare il lavoro, il piacere di conquistarla e il senso di colpa del lavoro che viene messo da parte, o delle faccende di casa o delle relazioni personali o sociali. <br />Per fare cosa? Per copiare... copiare a mano, anche se su una tastiera, come i monaci negli scriptoria medievali... copiare... un gesto antico, il modo con cui per millenni si sono fatti i libri, fino a Gutemberg. La sensazione di schiavit&ugrave; che &egrave; propria del copiare, attivit&agrave; in cui sei servo del testo, lo segui, lo annoti ogni tanto, attivit&agrave; ottusa. Eppure nessun altro potrebbe farlo, se non dopo un addestramento, nessuno pu&ograve; districarsi tra foglietti, calligrafia a volte contorta, il manoscritto. E soprattutto, in ogni caso dovrei leggerlo, lavorarci successivamente. In questo modo, torno a impadronirmi del testo. Spesso cerco di anticiparne i passaggi, e a volte ci riesco, a volte il racconto &egrave; del tutto scomparso dalla mia memoria. E' come se leggessi un altro. Che sono io vent'anni fa. Lo vedo, a tratti, quest'uomo di vent'anni fa. Lo vedo scrivere, lo ricordo avvolto nelle sue vicende personali. Sono io. Ricordo le donne che vedevano le sue spalle mentre lavorava. <br /><br />Un'impresa che non so quando finir&agrave;. Ci ho messo 8 giorni per questo capitolo. Ce ne sono ancora tanti. Senti il tempo che ti sfugge dalle mani. Comincio a capire il rapporto di un artista con la morte, il senso profondo e intimo della frase ippocratica <span style="font-style: italic;">ars longa vita brevis</span>. Tu vedi la linea del fare che prosegue come una strada diritta che arriva lontana lontana, ma sai che non arriverai mai alla fine, che prima la tua vita sar&agrave; finita. Eppure, non puoi fare altro che camminare.<br /><br />Beh, non esageriamo, divento melodrammatico!&nbsp; Spero proprio di finire questo romanzo, almeno di copiarlo e di passare a pensare al Mularoni Papers Project, lo step successivo. Da virgo prudens posso anche dire che ritengo di avere buone probabilit&agrave; di farcela. Godo di buona salute e per ora mi danno uno stipendio. <br /><br />In questo capitolo leggete l'iniziazione di Stylg. La sua prima parte. <br /><br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_22.pdf">LIBRO II, Capitolo 22</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=155]]></link>
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	<dc:date>2009-10-31T11:10:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Breve passaggio del cap.22]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-style: italic;">Un breve anticipo dal cap. 22. </span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">La seconda parte del romanzo ha come leit motiv il confronto tra una societ&agrave; di pastori (come poteva essere quella romana arcaica, o quella omerica, o quella di trib&ugrave; africane ormai in via di occidentalizzazione) e una societ&agrave; tecnologica come la nostra. </span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">E' in gran parte influenzata dal viaggio dell'autore in Africa del 1977, che lo ha cambiato profondamente nella visione del mondo. Anzi, da allora, dei mondi.</span><br /><br /><br />&ldquo;Perch&eacute; si mettono delle protezioni sotto i piedi?&rdquo; <br />&ldquo;Tutti i terrestri le portano, si chiamano scarpe.&rdquo; <br />&ldquo;Scarpe&rdquo; -memorizz&ograve; Dhorg- &ldquo;ma perch&eacute; le mettono?&rdquo; <br />&ldquo;Perch&eacute; hanno i piedi delicati.&rdquo; <br />&ldquo;E perch&eacute; hanno i piedi delicati?&rdquo; <br />&ldquo;Perch&eacute; portano le scarpe, e i piedi non si induriscono.&rdquo; <br />&ldquo;Vedi che fanno le cose senza motivo?&rdquo;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=154]]></link>
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	<dc:date>2009-10-26T15:00:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 21]]></title>
	<description><![CDATA[Capitolo breve. Stylg rientra nella casa degli zii ma apprende che deve ripartire subito per completare l'iniziazione.<br />I prossimi due capitoli sono piuttosto lunghi, ci vorr&agrave; un po' per copiarli. Portate pazienza, ma non mi sembra una buona idea spezzare i capitoli. <br /><br /> <a href="http://www.gproni.org/public/STYLG_21.pdf" target="_blank">LIBRO II, Capitolo 21</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=153]]></link>
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	<dc:date>2009-10-22T10:32:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 20]]></title>
	<description><![CDATA[Un lungo capitolo nel quale seguiamo Stylg nelle 'case dei lottatori', dove apprende la tradizionale lotta Hyarta.<br /><br />A un certo punto, a pagina 3, il racconto passa dalla 3a alla 1a persona, cos&igrave;, <span style="font-style: italic;">ex abrupto</span>. Non so perch&eacute; io nel passato ho preso questa decisione, e se &egrave; stata consapevole o involontaria. Sulla scelta di scrivere in prima o terza persona si possono scrivere libri interi, secondo me. Ci sono aspetti linguistici, narrativi, filosofici, estetici, ecc. Una regola dice che un testo deve essere scritto o in prima o in terza. Non so come sar&agrave; la versione finale del romanzo, ma per ora &egrave; cos&igrave;. A un certo punto cambia. Su questo punto se i lettori mi volessero dare un loro parere mi sarebbe veramente utile. In particolare sugli effetti che fa cambiare, e quale delle due impostazione preferiscono.<br /><br />Mi chiedo poi il senso di costruire una teoria e un'arte marziale del tutto fantastiche. In un certo senso la fantascienza &egrave; meta-letteratura in modo quasi necessario. Voglio dire che, dovendo inventare qualcosa che non esiste, necessariamente ti rifai ad altra letteratura. <br />Nell'invenzione dell'Ota-non, la lotta hyarta, in realt&agrave; mi sono ispirato anche alla mia pratica di arti marziali, peraltro breve, anche se molto importante. Ho praticato il Tai Chi in una palestra di Cannaregio a Venezia, sotto validi maestri, ma non ho mai combattuto contro nessuno, se non da ragazzino. <br />D'altra parte, un autore ha due scelte. Carlos Castaneda, l'inventore di Don Juan, una serie cult degli anni '70, afferm&ograve; che le sue storie erano vera cultura degli indiani Yaqui, e infine fond&ograve; una specie di religione. Altri, come Jonathan Swift, dietro la macchina narrativa, fanno capire che scrivono per metafore, che stanno parlando di altro.<br />Francamente non saprei dire se questo romanzo &egrave; scritto da uno che ci crede o da uno che gioca. Secondo me &egrave; veramente un romanzo iniziatico, intendo dire che alla fine del percorso avrete appreso qualcosa su voi stessi. Ma molti romanzi sono cos&igrave;. E apprendere qualcosa su noi stessi, diventare (leggermente o profondamente) diversi da ci&ograve; che eravamo prima, implica anche apprendere che a volte non sappiamo davvero se ci crediamo o se giochiamo, con le nostre idee. Perch&eacute; quando nella vita pensi di aver capito quello che ti serve, &egrave; proprio allora che spesso tutto si disfa come la neve al sole e ti rendi conto che il mondo, e tu, e tutto, sono completamente diversi da come li pensavi. Un percorso iniziatico deve comprendere soprattutto l'ironia e l'incertezza rispetto a s&egrave; stesso. Ci&ograve; che mi fa diffidare dei guru e dei maestri &egrave; proprio il fatto che si prendono sul serio. Un vero maestro non si prende mai sul serio. <br /><br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_20.pdf">LIBRO II, Capitolo 20</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=152]]></link>
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	<dc:date>2009-10-21T10:39:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 19]]></title>
	<description><![CDATA[La festa va avanti. Dhorg tesse la sua tela, complessa e a tratti oscura. Sembra cambiare spesso idea, poi pare seguire un filo sottile, a momenti appare ambiguo, in altri perseverante. <br />Devo dire che lo sciamano mi sembra un personaggio ben disegnato, almeno per quanto so fare. Alcune caratteristiche dei personaggi a volte sono casuali, magari ti viene fuori una frase, un atteggiamento, diverso dai precedenti solo perch&eacute; ti eri dimenticato di ci&ograve; che avevi scritto. Poi lo rileggi e ti piace. Cos&igrave; il personaggio cresce e assomiglia a una persona vera, che non &egrave; sempre coerente, sempre costante, in tutto leggibile.<br />C'&egrave; un sacco di caso nell'arte. Ma &egrave; caso? Buona domanda. Chi scrive quando scrivo? E' davvero solo il mio io cosciente? Chi dipinge quando un pittore dipinge? Se vediamo Bacon o Van Gogh, difficile pensare che sia solo il loro io cosciente. E Piero della Francesca, allora? <br />C'&egrave; un sacco di caso nell'arte. Ecco perch&eacute; una memoria di ferro, come quella dell'amico e maestro Umberto Eco, da una parte lo aiuta a scrivere romanzi, dall'altra, a mio parere, lo impaccia.<br /><br />Buona lettura di questo lungo capitolo. Il prossimo &egrave; ancora pi&ugrave; lungo. E il lavoro che ho &egrave; ancora di pi&ugrave;. Spero di trovare tempo, ma ci vorr&agrave; un po'. Abbiate pazienza.<br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_19.pdf">LIBRO II, Capitolo 19</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=151]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=151</guid>
	<dc:date>2009-10-12T23:32:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Scrivere con pennino e inchiostro]]></title>
	<description><![CDATA[Il prossimo capitolo &egrave; lungo 20 pagine dattiloscritte e manoscritte e ho molto lavoro, perci&ograve; ci vorr&agrave; un po' di tempo per poterlo copiare e caricare. <br /><br />Intanto carico una pagina met&agrave; dattiloscritta e met&agrave; scritta con pennino e inchiostro. Non &egrave; narcisismo, credetemi, &egrave; che la tecnica di scrittura a livello di strumento grafico &egrave; significativa. La scrittura in occidente &egrave; un sistema simbolico puro, nel senso che la mia 'a' pu&ograve; essere stampata in qualsiasi font e dimensioni e colore, e si considera che resti uguale. Questo &egrave; evidentemente falso. Pensate alla Divina Commedia scritta con una terzina di un colore diverso dall'altra, o con font di dimensioni variabili. E' vero che il valore del testo non dipende dai caratteri in cui &egrave; stampato, ma leggere &quot;amor c'ha nullo amato amar perdona&quot; cos&igrave; <br /><font size="5" style="color: rgb(255, 0, 255);">amor</font> c'a <span style="font-style: italic; font-weight: bold; font-family: Times New Roman;">nullo</span> <font size="1">amato </font><font size="7" style="color: rgb(0, 0, 255);">amar </font><font size="6"><span style="text-decoration: underline; font-family: Comic Sans MS; font-weight: bold;">perdona</span></font><br />per cento canti, beh, qualcosa cambia.<br /><br />In giapponese, per esempio, la calligrafia del poeta &egrave; significativa. Il poeta sceglie una calligrafia, cio&egrave; sia uno stile esistente sia un modo personale di interpretarlo, e traccia la sua poesia che &egrave; un'unit&agrave; di espressione e contenuto.<br /><br />Quando scrivi, &egrave; diverso ancora. Da quando scriviamo col computer abbiamo la possibilit&agrave; di cancellare e riscrivere all'infinito. Umberto Eco dice che in questo modo abbiamo inventato il 'testo fantasma', perch&eacute; quello che cancelliamo quando torniamo indietro o usiamo il tasto 'canc' lo perdiamo per sempre, cosa che un tempo non c'era. In effetti, l'autografo di Leopardi dell'Infinito riporta tutte le correzioni a mano del poeta. Se lo avesse scritto con un PC, non ci sarebbe traccia.<br />Ma a parte questo, lo strumento che usi per scrivere in qualche modo influenza il modo di pensare mentre scrivi. Non i contenuti, sarebbe assurdo sostenerlo.<br />Per esempio, scrivere a mano consente di scrivere all'aperto, in autobus, al mare. La velocit&agrave; &egrave; diversa. Scrivere a macchina obbliga al ritmo del carrello, che devi far andare a capo, e a calcolare la fine della riga. Scrivere col pennino obbliga a intingerlo di tanto in tanto nell'inchiostro, &egrave; un metodo lento. E un metodo lento consente di pensare pi&ugrave; a lungo. Diverso ancora, per esempio, &egrave; dettare. Non ho mai provato perch&eacute; non ho mai avuto una segretaria o una persona cos&igrave; paziente da farlo. Tolstoj -si dice- dett&ograve; otto volte <span style="font-style: italic;">Guerra e pace</span> alla moglie, bont&agrave; sua, della moglie, voglio dire, che lui tradiva piuttosto regolarmente, per poi attraversare pentimenti laceranti.<br />La dettatura &egrave; usata da molto autori anglosassoni, in particolare americani. Se la persona che scrive &egrave; molto veloce e se costruisci velocemente le frasi, probabilmente &egrave; un metodo veloce.<br />Ma la velocit&agrave; non &egrave; sempre quello che vuoi. A volte vuoi scrivere lentamente. Quando le tue dita devono far scorrere delicatamente il pennino sul foglio, questo impegno assorbe maggiore parte del cervello che digitare su una tastiera, per noi che non ci siamo abituati, e la parte di cervello che pensa a cosa stai scrivendo, quella che detta alla mano, &egrave; pi&ugrave; piccola, e scrivere &egrave; pi&ugrave; faticoso, perci&ograve; -secondo me- sei pi&ugrave; diretto, meno prolisso. Il PC &egrave; il tipico strumento di una prosa come quella di Stephen King (che peraltro non so come scrive). Una prosa molto valida, con alcuni veri capolavori, ma spesso estremamente lenta, concentrata sui particolari, avvolta su se stessa. <br />Beh, ecco il foglio.<br /><br /><br /><img width="NaN" height="700" align="center" src="/public/pag_pennino_cap_19_p_8(S).jpg" alt="" /><br /><br />Ed ecco, per addolcirvi la bocca, l'Infinito.<br /><br /><img align="absMiddle" src="/public/infinito.gif" alt="" /><br /><br /><a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_18.pdf"></a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=150]]></link>
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	<dc:date>2009-10-07T11:04:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 18]]></title>
	<description><![CDATA[Una festa a casa dei Drom-pa, i figli di Droma (ovviamente il suffisso -pa significa figli, in Hyarta). Lo sciamano trama, assistiamo a quello che in letteratura si chiama 'un affresco' di vita degli Hyarta. Ho mescolato suggestioni omeriche (il mendicante, il banchetto) con esperienze dell'Africa.<br />Importantissimo per l'iconografia del romanzo il lavoro fotografico di Leni Riefensthal, due libri di foto dei Nuba del Sudan, <span style="font-style: italic;">Gente di Kau</span>, e <span style="font-style: italic;">I nuba</span>, una ricerca antropologica ed estetica della vecchia artista tedesca che va a scoprire le immagini della 'razza pura' nei corpi perfetti dei guerrieri e delle giovinette Nuba, che vivono senza vestiti e si ungono d'olio e si dipingono con bellissimi colori e disegni. Libri difficili da trovare, ma c'&egrave; qualcosa sul sito  <a target="_blank" href="http://www.leni-riefenstahl.de/">www.leni-riefenstahl.de </a>    .<br /><br />Non ho personalmente visto le terre dei Nuba quando sono stato in Sudan nel 1977. C'&egrave; stato pi&ugrave; tardi Silvano Silvagni, un mio carissimo amico. Ho conosciuto i Dinka, una trib&ugrave; molto pi&ugrave; grande e, ahim&eacute;, esteticamente meno conforme ai canoni occidentali. Loro, ovviamente, si sentono belli o brutti come ogni popolo del mondo.&nbsp; Per&ograve; si possono capire molte cose, entrando in contatto con popolazioni che ancora si spalmano di fango per difendersi dagli insetti e non portano n&eacute; scarpe n&eacute; vestiti da sempre, governano immense mandrie di vacche, cacciano con frecce e trappole e pure sono civilt&agrave;, culture, complete e orgogliose.<br /><br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_18.pdf">LIBRO II, Capitolo 18</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=149]]></link>
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	<dc:date>2009-10-03T13:30:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Genealogia dei Drom-pa]]></title>
	<description><![CDATA[Pu&ograve; essere utile avere uno schema dei parenti di Stylg, visto che si stanno moltiplicando. Io la uso per scrivere, ho anche un vecchio file con tutti i personaggi, ma non lo trovo. Per un romanzo lungo servono degli archivi, altrimenti rischi di perdere tempo a cercare indietro, o sbagli nomi o descrizioni di cose. <br /><br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/Genealogia_Droma.pdf">Genealogia della famiglia di Droma</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=148]]></link>
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	<dc:date>2009-10-03T13:26:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 17]]></title>
	<description><![CDATA[Stylg e Nijia -doveva succedere, no?- fanno sesso. <br />Mi piace anche il ritrattino della bambina, Vigi. Forse oggi la farei pi&ugrave; gelosa della sorella e pi&ugrave; triste, ma mi piace anche cos&igrave;, un po' troppo controllata per la sua et&agrave;. Ma non &egrave; una ragazza italiana del 2009, &egrave; una hyarta... figlia di un popolo selvaggio e fiero.<br /><br />Mi rendo conto che in questo romanzo, soprattutto nella parte di Stylg, c'&egrave; molta psicologia e i personaggi hanno carattere e sentimenti, cosa infrequente in fantascienza. Ma non &egrave; scritto da nessuna parte che i personaggi della SF debbano essere figurine da Guerre Stellari. Con tutto che mi piace Star Wars e la space opera in generale. Nessun appassionato di SF, anche se legge Orwell e Bradbury, pu&ograve; non apprezzare le avventure spaziali. Insomma, ho cominciato a leggere robustamente verso gli 8 anni facendomi sbornie di Jules Verne e Salgari, mica Proust e Joyce.&nbsp; Per&ograve;, anche Omero e Dante conoscono i sentimenti. Da evitare &egrave; il sentimentalismo, ma perch&eacute; rinunciare ad avere personaggi con un po' di spessore umano? Il 'character' ben costruito aiuta a portare il lettore dentro il mondo della storia, e questo &egrave; sempre un compito della narrativa. <br /><br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_17.pdf">LIBRO II, Capitolo 17</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=147]]></link>
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	<dc:date>2009-10-01T10:43:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Libro II - capitolo 16]]></title>
	<description><![CDATA[Continuano gli insegnamenti di Dhorg. <br />Si parla di ha e di mente. <br />Che senso pu&ograve; avere inventarsi una filosofia fantascientifica? Perch&eacute; un lettore dovrebbe perdere tempo a leggere le frasi sapienti di Dhorg, che non sono altro che le invenzioni di un autore che non &egrave; uno sciamano, e che sarebbe ridicolo se fingesse di esserlo. Non lo so. Quando scrivevo pensavo di avere delle conoscenze della vita da comunicare. <br />Ora non so, ma certamente gli insegnamenti di Dhorg sono una metafora complessa di zen, induismo, arti marziali, esoterismo alla Castaneda, cultura hippie ecc. <br />In un certo senso sono una sintesi di tante cose che penso. <br />In ogni caso c'&egrave; una frase che mi ha colpito, come se il me stesso di oltre 20 anni fa avesse fatto una profezia che si &egrave; avverata: &quot;I tuoi maestri sono le donne&quot;, dice Dhorg a Stylg. E quello Stylg sono io, GP, e Anche Dhorg sono io, GP. E la profezia che ho fatto a me stesso si &egrave; rivelata corretta. Le donne sono state e sono ancora i miei maestri. <br /><br />C'&egrave; anche un testo abbastanza lungo scritto in iglish, che sarebbe il morphing dell'inglese globalizzato dei prossimi due secoli, parlato da indiani, africani, sudamericani, orientali. Un esperimento.<br /><br /> <a target="_blank" href="http://www.gproni.org/public/STYLG_16.pdf">LIBRO II, Capitolo 16</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=146]]></link>
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	<dc:date>2009-09-28T23:54:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Imagining readers]]></title>
	<description><![CDATA[I am using google analytics to check how many visits the blog has and from where. <br />I cannot see names and urls. I prefere so, anyway. I actually don't want   to know who my readers are, I mean names and faces. <br />I think no writer wants to. Many writers would like to hide even their own name. I am among them. I   would like to use another name, but I am afraid this would give a feeling like I had something to hide. <br />That's not so. <br />It's just that real identities are   not important&nbsp; in a symbolic world. Words are symbols. Symbols are connected to meaning by a code, nothing else. The way symbols create images, meaning,   emotions, feelings in our mind and body is by relations that have nothing to do with how the symbol appears. <br />Ancient Greeks had a clumsy word for the wonderful concept&nbsp;  English call freedom and Italians libert&agrave;: eleuter&igrave;a. But the concept is the same, or very similar. <br /><br />However, today I was looking at the places where blog visitors came from. <br />They are few, this is not a continent like facebook. You are really a little   community, my beloved readers. A little more than 300, mostly from Italy, of course. But even such a little world as MetaText had one visit from Chengdu,   China, one from Washington state, USA (maybe my friend Bob? Who knows?), 8 from Brazil.<br />&nbsp;Who are my readers? I don' know. But it is different from a book. A   book is sold, and it is difficult to know even in which town it has been bought. But then, who is going to read it, whose hands are going to browse it, you   will never know. <br />With a blog, you have these hints, misterious traces. One unknown reader from Dijon, France, who (according to google) has spent 0:00:00   hours minutes seconds on the page. That means nothing. I imagine he (or she) <br />opening the page and then closing it because it was not what he was   looking for. Maybe even a bit annoyed. &quot;Oh, it's Italian, what am I doing with it!&quot; <br />Well, I like it. <br /><br />This little group of readers is slowly growing. They are usually silent, leave no comments. I like this too. I imagine they to be kind of   serious people, mostly young, but also with a lot of imagination. They are patient, since MetaText is quite a random publisher. <br />But the blog system leaves   room for me to guess at them, at the same time giving me hints, traces, on which to reason and fancy. <br />I definitely like it.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gproni.org/dblog/articolo.asp?articolo=145]]></link>
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	<dc:date>2009-09-25T22:02:54+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giampa</dc:creator>
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	</channel></rss>