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Di Giampa (del 01/01/2009 @ 16:15:22, in Stretching, linkato 19 volte)
 
Di Giampa (del 31/12/2008 @ 14:54:02, in 1001 STELLA, linkato 8 volte)

Questo è il primissimo capitolo e sono le prime righe che ho scritto. Siccome è piaciuto a qualcuno poter leggere direttamente sul nel blog dei passi del romanzo, eccolo. E' comunque tutto nei capitoli scaricabili in PDF.

1. Lyta sogna il serpente

La sensazione era opprimente. Il calore la stava soffocando. La lingua si muoveva a fatica nella bocca inaridita. Invece della saliva, polvere. La pelle le bruciava. La terra sulla quale d'improvviso si accorse di giacere, era secca, dura.
Era nuda, distesa sulla schiena. Il suo corpo era immobile e, per quanto tentasse, non riusciva a spostarlo. Era inerte. Non riusciva neppure a sollevare il capo, come se la nuca fosse incollata al suolo. Le gambe erano di piombo, le braccia distese lungo i fianchi. Solo con un sforzo estremo, smaniando, riuscì a muovere le dita di qualche millimetro, ma ne restà stremata e ansimante.
Tentò di piegare il capo, e un peso terribile, di colpo, le torse il collo e le schiacciò la tempia sinistra al suolo. Seppe che non sarebbe più tornata nella posizione di partenza. La terra ardente e scabra le bruciava la guancia.
Il Serpente d'oro le si avvicinò: era grosso come un braccio e aveva pupille come rubini, rosse, sfavillanti. Saettò una lingua nera e lucida, biforcata, e una vibrazione sorda percorse il mondo d'incubo.
Subito dopo la testa del Serpente le toccò il piede, la toccò proprio cotto l'arco plantare. Il contatto la spaventò, ma era freddo, freddo come ghiaccio, o meglio, come metallo gelato, e il freddo le recava sollievo. Sentì il gelo percorrerle i nervi. Irrigidì la schiena: la corrente gelida saettò lungo tutto il midollo spinale fino al cervello e lì accese un lampo luminoso, divampò e si spense.
Quando si riebbe, sentì ancora il serpente, ma non riusciva a vederlo, perché era fuori del suo campo visivo e non poteva spostare il capo.
Sentì che stava attorcendo le spire attorno alla sua gamba sinistra, e sentì i cerchi gelidi, che scorrevano lenti. Provò un brivido, ma non più paura. Solo freddo.
La testa del Serpente le strisciò lungo l'interno della coscia e improvvisamente (le parve ora così evidente) capì dove era diretto.
Si stupì di non provarne paura.
Pensò solo a come sarebbe stato strano sentire dentro di sé una cosa così gelida. Provò una strana eccitazione. Sentì che si stava bagnando.
Il muso del Serpente, con delicatezza, le sfiorò le labbra esterne, ed era così freddo da bruciare.
Pian piano le aprì, e aprì le labbra interne.
Era bagnata ma, come l'onda di gelo del Serpente la toccava, si sentiva congelare, e perdeva ogni sensazione. Ora ebbe davvero paura, ma era immobilizzata. affascinata, persa.
La lingua del serpente le sfiorò il clitoride, e il gelo le gettò un'onda addosso, quasi un orgasmo di ghiaccio, che cancellò ogni sensibilità. Sentiva solo la penetrazione lenta, continua, dell'animale gelido, che avanzava dentro di lei.
Il Serpente la penetrò fino in fondo, e fece della sua vagina una tubo di ghiaccio. Poi, bruscamente, si ritrasse.
Lyta seppe che era uscito perché lo ebbe di nuovo nel suo campo visivo. 'Laggiù' non sentiva più nulla.
Le venne da piangere, e la gola le si strinse. Il Serpente fissò i suoi occhi di rubino negli occhi di lei ed ecco che si sentì sprofondare, il mondo rovente si dissolse, restò in alto, scomparve. Ora non vedeva più con gli occhi, le sembrò di vedere direttamente con la mente, le apparve una porta chiusa, e poi la porta si aprì in un silenzio assoluto, abissale, e dalla porta un'esplosione di luce, in silenzio, un mare di luce la ricopriva, la sollevava, la travolgeva.
La sua coscienza vi si perse.
 
Di Giampa (del 30/12/2008 @ 11:23:33, in Self Promotion, linkato 10 volte)
Orgasmo provocato direttamente nel cervello, (come c'è nel romanzo Digit_Zero)

Vedi Zeus News 30/12/08 La fantascienza non si scrive per indovinare il futuro, ma fa parte del gioco provarci, e fa parte del gioco vantarsi quando ci si prende ; - )
 
Di Giampa (del 30/12/2008 @ 10:47:30, in 1001 STELLA - MATERIALI, linkato 10 volte)
Saharasit, detta anche La città, si trova nel Tibesti, una regione del Sahara, ed è la capitale della Federazione dei Consigli d'Africa, lo stato più potente della Terra al momento della nostra storia. E' una megalopoli sotterranea che si estende sotto il deserto. E' stata costruita durante le Guerre in modo da difenderla da attacchi esterni. E' costituita da una rete di Pozzi di aerazione, la superficie irrigata è coperta di Vele Solari ed è esclusa alla popolazione.
Vi sono centinaia di livelli: i più alti sono abitati dalle classi superiori della società, in superficie si trova il Palazzo Cubico, residenza del Segretario (il capo dell'esecutivo della Federazione) e il Palazzo del Consiglio.
Sotto i primi dieci livelli ci sono i livelli militari, cuscinetto antisommossa, più sotto ci sono i livelli dei funzionari e gli uffici secondari, sotto ancora quelli dei tecnici, poi i livelli Beth e misti, e più giù i servizi e le centrali energetiche geotermiche, a fusione, e i convertitori di rifiuti.

Saharasit, pianta

Saharasit: pianta



Saharasit, spaccato
 
Di Giampa (del 30/12/2008 @ 01:46:13, in 1001 STELLA, linkato 9 volte)
Ecco il cap. 19. C'è un flashback di Woyland sui suoi anni con gli Hikkim. E' una storia che mi piace, quella della luna immensa e della montagna.

Capitolo 19
 
Di Giampa (del 30/12/2008 @ 01:43:25, in METARULES, linkato 10 volte)
In questa sezione vanno tutti i materiali di preparazione e di contorno al romanzo. E' una sezione didattica per chi è interessato a vedere come lavoro o a confrontare il suo metodo con il mio. Ci saranno appunti, disegni e fotografie.

In un romanzo sono fondamentali i materiali di supporto. In genere sono di due tipi: appunti che servono a preparare il testo, cioè lo schema del lavoro e schemi di capitoli, e materiali di contorno. I primi sono i progetti del testo, le impalcature sulle quali si costruisce. I materiali di contorno sono testi che nessuno vedrà mai, disegni che servono a visualizzare nella mente dell'autore personaggi e situazioni, mappe, elenchi dei personaggi con le loro caratteristiche (a volte ci si dimentica, specie se sono molti); lessici se si usano termini inventati appositamente. Vi sono infine dei materiali di ispirazione, fotografie, ritagli, fotocopie, appunti.

Questi materiali sono semioticamente molto interessanti perché costituiscono i supporti per la crezione del mondo narrativo, specie in fantascienza, ma non solo. Eco si comprò il modellino di un vascello a vela per scrivere L'isola del giorno prima. Costituiscono una specie di enciclopedia, in termini semiotici, del mondo possibile del romanzo. Tuttavia in genere non si vedono mai, lo scrittore li tiene per sé. Io ne metterò su alcuni, non so se ce la faccio a mettere su tutto.

 
Di Giampa (del 30/12/2008 @ 01:38:12, in 1001 STELLA - MATERIALI, linkato 9 volte)

Questi sono schizzi degli Hikkim, gli abitanti di Sohr. Non so disegnare bene, abbiate pazienza. E' già molto se so scrivere. Mi servivano per dare l'idea. Sono esseri gialli e rugosi, duri ma leali. Gente del deserto. Il viaggio in Africa mi ha ispirato molto per i popoli extraterrestri.








 
Di Giampa (del 29/12/2008 @ 14:32:06, in 1001 STELLA, linkato 11 volte)
Ecco il cap. 18, ma c'è l'aggiunta dei capitoli precedenti con delle note di lavoro. Infatti, mi sono reso conto che il capitolo 17.bis è anomalo, con ogni probabilità è stato inserito successivamente. Il 16 prosegue nel 18, il 17 contiene la digressione sulla biografia di Woyland e la scoperta del covo dei ribelli. Ho inserito delle note esplicative perché altrimenti il plot non torna. Per ora non cambio nulla perché non ho ancora la visione totale del romanzo, sto solo ricopiando. Ma mi servono delle indicazioni scritte per quando lo riprenderò (speriamo) per la stesura definitiva.
Chi è interessato a come si scrive un romanzo può trovare utili queste spiegazioni. Mi capita ogni tanto che me lo chiedano: qui si potrà vedere come lavoro. Chi invece lo sta solo leggendo, non ha bisogno di rileggere i capp. 16-17bis perché non è cambiato niente. Di nuovo c'è solo il 18. Però ci sono delle incongruenze. E' anche un test per vedere se siete lettori attenti.

Oggi ho anche dato un'occhiata a tutta la parte dei materiali preparatori. Ci sono disegni, cronologie e appunti sul mondo del romanzo che pubblicherò, se ce la faccio, a parte.


Capitoli 16-18
 
Di Giampa (del 29/12/2008 @ 01:17:40, in 1001 STELLA, linkato 24 volte)
Nel cap. 18 Lyta sfugge a Woyland. Scendendo nelle viscere di Saharasit, la metropoli scavata nelle profondità del Sahara, si imbatte in uno dei più strani abitanti di quegli abissi urbani.  Il capitolo intero sarà online spero domani.

Gli ascensori abusivi erano il regno dei piplomani, che approfittavano della calca inverosimile per vivere la loro attività. Costoro erano seguaci di una corrente di comportamento che predicava il più assoluto contatto con il prossimo, con il maggior numero di persone, come unica fonte di piacere. I piplomani traevano piacere dall'abbandonarsi al contatto con la folla. Quanto più era densa tanto più essi, strofinandosi da tutte la parti, premuti e sbattuti qua e là, godevano. Tanto più la gente, ormai a conoscenza dei loro gusti, li spintonava e li respingeva addosso agli altri, per toglierseli di dosso, tanto più essi godevano. Indossavano abiti ridotti a pochi stracci dal continuo uso, o erano praticamente nudi, arrossati per la mancanza d'aria, a volte con vistose erezioni che di tanto in tanto lasciavano spiacevoli segni, sempre ansimanti, scarmigliati, eccitati, sbavanti, sbattuti qua e là senza posa. I loro luoghi erano gli ascensori, l'elicoidale nelle ore di punta, i mercati, gli assembramenti. Erano capaci di passare giorni interi da un ascensore all'altro, finché il proprietario non li buttava fuori, a volte quasi privi di sensi nella loro estasi passiva e filantropica. Spesso venivano picchiati ma, dato l'affollamento, erano al massimo corti pugni nelle costole, schiaffi, calci, che accrescevano il loro godimento.

Proprio in quell'ascensore ve n'era uno, vecchio, nudo e sporco, che si abbandonava a braccia semiaperte all'ondeggiamento della folla. Il piplomane si avvicinò a Lyta e Julo, sospinto dai movimenti della gente, che rideva o protestava disgustata. I suoi occhi erano estaticamente rovesciati. Incurante di tutto si lasciava sospingere qua e là, farfugliando frasi sconnesse. Julo lo spinse rudemente e il vecchio gemette. “Non ne avevo mai visto uno così” -sussurrò Lyta. “Ce ne sono di peggio” -disse Julo- “ma credo che questo non sia molto fortunato oggi”. Infatti, ad una fermata (il ragazzo alla porta gridava il nome del livello ogni volta) era salita una banda di teppisti. Erano sui dieci-dodici anni, tatuati e vestiti con le insegne tribali. Come videro il piplomane si guardarono in faccia e ridacchiarono. Si mossero in mezzo alla calca per avvicinarlo. L'ascensore scendeva piano, cigolando. Quando il vecchio si buttò verso di loro, si aprirono a cerchio e lo presero in mezzo. Qualche grasso beth rise crudelmente. Ogni volta che la porta si apriva la gente si spingeva per uscire e per entrare, gridando e pestandosi. I teppisti iniziarono a picchiare il piplomane con metodo e cattiveria. “Perché lo picchiano?” -chiese Lyta. “Perché ai teppisti non piacciono i piplomani” -rispose Julo- “ora cerca di andare verso l'uscita, che al prossimo livello scendiamo.”
 
Di Giampa (del 28/12/2008 @ 23:24:21, in Stretching, linkato 8 volte)
Erano sdraiati, i visi vicini, dopo aver fatto l'amore. Lui vide il proprio volto riflesso nella pupilla di lei, e parte del suo corpo nell'iride verde. Mosse la testa. Era proprio lui. Perfettamente inquadrato nel piccolo cerchio lucido e nero. Aprì la bocca. L'immagine lo imitò.
"Mi vedo riflesso nella tua pupilla" -disse- "Come in uno specchio. Si vede benissimo. Provo a muovere la mano".
Mosse la mano, dicendo "Ciao!". Vide la propria mano riflessa che si muoveva.
Fece la lingua. La sua immagine mostrò una lingua microscopica.
Si fermò e guardò. Il suo volto era nella pupilla e parte del suo corpo era nell'iride, dove si vedeva di meno.
"E' incredibile" -disse.
Era strano vedersi riflesso negli occhi di una persona. "Eppure" -pensò- "è esattamente quello che fanno gli occhi."
La luce della lampada sul comodino, dietro la testa di lei, gli rischiarava il volto e per questo veniva riflesso così chiaramente.
Le chiese se voleva provare.
Si scambiarono i posti.
Anche lei vide la propria immagine, ma disse che le faceva un po' paura.
Forse è perché ti vedi così piccolo dentro all'occhio di un'altra persona.
Più tardi, traducendo queste parole in inglese, seppe che pupilla deriva dal latino pupa, bambola, nel senso di 'piccola bambola', proprio perché in essa si vede la figura umana ridotta a minuscole proporzioni.
Capì allora perché gli antichi pensavano che il mondo entrasse negli occhi in minuscole immagini.

They were lying in the bed, very close to each other, after they had made love. He saw his own face reflected in her pupil, and part of his own body in her green iris. He moved his head. It was really him. Perfectly framed in the small shiny black circle. He opened his mouth. The image mimicked him.
"I see myself in your pupil" -he said- "Like in a mirror. I can see it clearly. Now I'll move my hand."
He waved his hand, saying "Hello!". He saw his own reflected hand moving.
He stuck out his tongue. His image showed a microscopic tongue.
He stopped and looked. His face was in the pupil and part of his body was in the iris, where you could see a little more blurred.
"That's incredible" -he said.
It was strange to see yourself reflected in the eyes of another person. "Actually" -he thought- "it's exactly what eyes do."
The light of the lamp on the night table, besides her head, lightened his face and for this he was so clearly reflected.
He asked her if she wanted to try as well.
They exchanged their places.
She saw her own image, too, but she said it scared her a little.
Maybe its because you see yourself so tiny inside another person's eye.
Later, while he was translating these words into English, he knew that pupil comes from Latin pupa, doll, in the sense 'little doll', just because you see in it the human figure reduced to small proportions.
He understood, then, why the ancients thought the world entered the eyes in tiny images.
 
Di Giampa (del 24/12/2008 @ 00:53:31, in 1001 STELLA, linkato 14 volte)
Finalmente le vacanze! Che gioia poter avere qualche sera da passare ad ascoltare musica e ricopiare 1001Stella. L'ultima volta che ho avuto tempo è stato un anno fa, proprio per Natale. Il blog mi aiuta a dedicarmi alla scrittura. Vedo quel numerino "5 persone collegate" e questo è diverso. Mi sembra che ci sia qualcuno che vede il mio lavoro. E' un modo completamente diverso di scrivere. Chissà cosa avrebbe detto, per esempio, un tipo come Balzac? Sto leggendo César Birotteau, e Balzac è sempre così vicino al lettore, così simile a lui. E' diverso da Hugo. Hugo è un vate, è sempre su un gradino più alto. Balzac no, è come uno che incontri sul treno o al bar. Sì, ci prova a fare teorie naturaliste o fisiognomiche, ma si rende conto anche lui che quello che gli piace sono le storie umane, le storie che si sentono narrare in giro, e che lui sa semplicemente raccontare meglio di tutti. Secondo me gli sarebbe piaciuto che ogni sera i lettori potessero vedere quello che aveva scritto. Tanto rileggeva poco o niente. Era una vera macchina da scrittura.

Questo capitolo l'ho copiato stasera, è freschissimo. C'è dentro la teoria del Khom. Lyta scopre chi è veramente.

Capitolo 17bis
 
Di Giampa (del 20/12/2008 @ 19:36:36, in 1001 STELLA, linkato 14 volte)
Gli ultimi capitoli copiati. 1001Stella è scritto in parte a mano, in parte a macchina, in parte con i primi home computer (un Sinclair QL), poi con i PC, prima con Ms-Dos poi con Windows. Gli strumenti sono stati diversi: penne biro, pennino e inchiostro, e poi i word processor. Prima Wordstar, fino a Wordstar 2000. Negli USA scrissi con Word Perfect un bellissimo software Freeware, purtroppo ucciso da Word di Microsoft. Ora continuo con Word ma sto passando a Open Office, che è davvero buono. La carta è di ogni tipo, dalla velina (mi è sempre piaciuta la carta velina) alla carta da ciclostile, dai fogli strappati ai fogli per le stampanti ad aghi, con i margini forati.

Il testo non è definitivo. Sto trascrivendo a mano tutto quello che è pre-computer e riporto tutte le correzioni. Le xxxx sostituiscono testo che va aggiunto (per esempio le date, che devono essere fissate in modo coerente con tutto il romanzo). Potete così vedere un romanzo che si sta facendo da oltre vent'anni. Dentro questo romanzo c'è buona parte della mia vita.

II parte capitoli 78-17
 
Di Giampa (del 16/12/2008 @ 23:50:46, in 1001 STELLA, linkato 14 volte)
1001 Stella, romanzo di fantascienza in costruzione

Ho iniziato a scrivere questo romanzo molti anni fa, non ricordo di preciso quanti. Sicuramente prima del 1986, perché quando andai per la prima volta negli Stati Uniti avevo il manoscritto nella valigia. Allora avevo già tutta la storia di Lyta e diversi capitoli della storia di Stylg, scritti a mano e con la macchina da scrivere. Negli USA iniziai a usare il PC. Finii la prima stesura nel villaggio di Jericoacoara, in Brasile, nel luglio del 1988.
Tutto questo è solo la prima parte dell'opera, che è un trilogia. Quando iniziai il lavoro ero più giovane e pensavo che sarebbe stata l'opera della mia vita. Non avevo mai pubblicato nulla.
Ora voglio diffondere questo lavoro, nello stato in cui si trova a chi capita in questo blog e vuole leggerlo.

1001Stella fa parte del Mularoni Papers Project, del quale è ancora presto parlare.

Pubblicherò qualche capitolo alla volta, man mano che li acquisisco dalla carta, nei ritagli di tempo, copiandoli o con lo scanner. E' un processo lento.
Il testo è una prima stesura, quindi ha molti punti deboli, probabilmente, e incongruenze e annotazioni che ho inserito in questa fase, poste tra parentesi quadre. Le note presenti sul manoscritto sono indicate come NdAG (Nota dell'Autore Giovane), le note che introduco mentre lo ricopio sono indicate come NdAV (inutile spiegarlo, mio intuitivo lettore...).

13/10/2003: i primi tredici capitoli in PDF QUI

3/1/2004: dal capitolo 14 della I Parte al capitolo 7 della II Parte, PDF, QUI

 
Di Giampa (del 14/12/2008 @ 22:07:39, in Stretching, linkato 25 volte)
Il cordone ombelicale è prima della luce della nascita. La luce della nascita è ricordata nella luna. La luna è il buco di luce nell’oscurità che il neonato vede quando, per la prima volta, vede la luce, e precede il sole, che è invece luce presente ovunque, che avvolge tutto.

Ma il cordone ombelicale, il collegamento nella pancia, che nutre, è ancora precedente, e lega ogni individuo, uomo o donna che sia, alla madre. L’essere nutriti precede la fase genitale, sessuale. Il bacio sulla bocca, al seno, ai genitali, è nutrirsi. Il cordone ombelicale è il legame più profondo tra due esseri, ed è un legame nutritivo.
La morte della madre segna spesso la recisione definitiva del cordone ombelicale naturale, quello con il quale siamo nati.

Per tutta la vita noi cerchiamo di sostituirlo con qualcos’altro, e infatti le persone che sentiamo nella pancia sono le persone delle quali ci innamoriamo, le persone che ci nutrono, che ci fanno sentire quella sensazione. La recisione definitiva del cordone ombelicale materno porta una sensazione di abbandono e di solitudine profonda, e può essere drammatica.

Il cordone ombelicale materno, a una direzione, deve essere sostituito con il cordone ombelicale adulto, a due vie, che lega due esseri in un amore consapevole e reciproco, due esseri che si nutrono a vicenda. Due esseri che si nutrono a vicenda attraverso il sentire, la mente, il corpo. Nutrirsi a vicenda significa dare l’uno all’altro, non in una direzione come dalla madre al feto. Significa costruire un sistema in cui circola il nutrimento, in cui un flusso va da una persona all’altra e ritorna.
 
Di Giampa (del 11/12/2008 @ 01:26:11, in Stretching, linkato 23 volte)
The person who adheres to the real and never troubles with the right, is able to exploit more opportunities, but will progressively loose contact with other human beings, since the right is what keeps people together. Should chance run against her, she would have no help from others.

The person who pursues the right and neglects the real, will build his fortune on the connection with people who share his view. If the right never turns into real, they will never help anyone.

The balance of right and real is the measure of a person's being in the world.
 
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Brian Eno e Robert Fripp, (No Pussyfooting), 1973, uno dei migliori dischi di pop elettronico, secondo me, fatto con due registratori da Eno e la chitarra di Fripp (King Crimson, per chi non sa). Due brani di circa 15' l'uno, uno per lato del vinile.

Soft Machine, Third (1970, Columbia). Robert Wyatt qui con Elton Dean, un gruppo mitico inglese, di Canterbury, che mescolava pop, jazz e elettronica.

Musica... Bob Dylan, Love and Theft 2001. Come cantare fumando un numero spropositato di sigarette.

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Ho appena lettoTibet. Mito e storia, di Pietro Angelini, Viterbo, Stampa Alternativa, 2008. Veramente un bellissimo testo di storia. Serio ma piacevole come un romanzo. Perché si può fare storia scientificamente e piacevolmente. Beh, leggete Decadenza e caduta dell'impero romano di Edward Gibbon, se non ci credete. Dopo questo libro le questioni attuali sul Tibet vi appariranno in un'altra luce, molto più chiara. Proprio in questi giorni, a Daramsala, si è tenuta una riunione cruciale per l'avvenire del Paese delle Nevi e del XIV Dalai Lama.

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Un periodico online in cui si parla di Rimini e del resto del mondo. Qui trovate dei miei articoli, ma anche molto di meglio. Il Pasquino

Il sito di un altro amico e collega semiotico. Salvatore Zingale

Il blog di un amico, assaggiatore e viaggiatore dal consiglio affidabile. Michele Marziani, appunti di viaggio

Il blog di Giovanna Cosenza, il mio specchio astrologico rovesciato. DIS.AMB.IG.UANDO

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