1001 Stella, romanzo di fantascienza in costruzione
3. Mentre Lyta va al lavoro si approfitta per
informare il lettore dell'ambiente in cui si trova
Ed ecco, la nostra ragazza cammina tra la gente.
La folla brulica per tutti i corridoi e i livelli di Saharasit.
La città in cui Lyta vive e lavora è una città sotterranea, una città-pozzo.
Tutte le città terrestri sono scavate nel sottosuolo, dopo le Guerre.
[Molte città terrestri sono scavate nel sottosuolo]
Saharasit è la capitale della Federazione dei Consigli d'Africa, uno
dei grandi stati federali della Terra. E' la più grande città dei
mondi conosciuti, occupa centinaia di livelli attorno a più di mille
pozzi, scavati nel sottosuolo del Sahara centrale.
Nei suoi meandri non arriva mai la luce del sole, non vi è giorno
né notte: il via vai è continuo, senza interruzione.
Un chilometro sopra la testa di Lyta la superficie del deserto è ricoperta
di milioni di tende solari, e in mezzo a quell'oceano fotovoltaico
si ergono le mura adamantine del Palazzo Cubico, mura cieche e impenetrabili,
che custodiscono la sede del Governo federale e del Primo Segretario,
l'uomo più potente del Pianeta e degli Universi.
Un chilometro sotto i piedi della ragazza si aprono gli abissi delle
centrali geotermiche, che pescano il calore dalle viscere di roccia
fusa del nocciolo terrestre e pulsano i cuori atomici delle centrali
a fusione. Questo immenso fiume di energia serve a mantenere in vita
i cento milioni di abitanti della megalopoli. Il Sahara irrigato e
coltivato nelle serre solari, le alghe della fattorie marine del Mediterraneo,
la carne delle balene delle fattorie oceaniche li nutrono.
Il lago Chad è stato trasformato nel più grande astroporto del mondo:
vi ammarano gli aerotraghetti che fanno la spola dalle stazioni orbitali,
dove attraccano le immense navi provenienti da tutti gli Universi.
Dal lago i traghetti vengono svuotati e le merci, inghiottite dalla
terra, spariscono nelle gallerie del mondo sotterraneo.
E Lyuta cammina, misura col compasso delle sue belle gambe i corridoi
della città, assieme alla folla degli impiegati del suo turno, mentre
quelli che hanno terminato lasciano gli uffici e rientrano nei loro
cubicoli. Si immette in un corridoio principale, diretta alla stazione
dell'elicoidale, che la farà salire fino al livello trentuno, da dove
la ferrovia orizzontale la porterà al pozzo 96, agli uffici della
Woyland International Trade Company, nella quale presta servizio.
Le gallerie centrali ad ogni ora del giorno e della notte sono piene
di gente, ma Lyta non nota ormai più il mare di facce. Ora pensa solo
allo strano sogno della notte. Il mare di luce, la porta... e il Serpente
d'oro, quel gelo dentro di sé... Ha paura, di nuovo vorrebbe toccarsi,
assicurarsi di stare bene, tanto forte è ancora l'impressione del
sogno. Poi pensa che è venerdì, e che questa sera potrà probabilmente
sincerarsi dell'integrità delle sue funzioni. Si morde le labbra,
e il suo sguardo si muove attorno: il suo corpo ha voglia, la settimana
è stata lunga.
Ma nella folla i volti sono spenti, molti vagano nello stupore dell'Ipnol,
hanno preso la loro dose quotidiana che gli farà passare inavvertitamente
le ore di lavoro. Vi sono Hikkim vestiti di nero, che camminano in
fila indiana, in gruppetti di due o tre; guardinghi, arcigni. Questo
week-end coincide con il loro riposo che, per religione, cade ogni
dodici giorni, e sarà un doppio week-end, dato che gli Hikkim, dopo
i terrestri, sono la razza più importante della Federazione.
Vi sono anche dei Beth, che si affrettano in giro con il loro fare
allegro e disordinato. Donne Beth vendono frutta lungo le strade,
chiamando la gente. Sono una razza giovane, e frotte di bambini le
circondano sempre.
Sul Pianeta la pelle della gente è per lo più scura, e in particolare
in Africa: l'egemonia mondiale apparteneva al Grande Oriente, [due
secoli] prima, ma ora sono i Consigli d'Africa che lo detengono. I
bianchi sono una minoranza della popolazione federale. Ma queste differenze
sono ormai dimenticate sulla Terra, al confronto con stirpi aliene
come gli Hikkim, dalla pelle giallo zafferano, o i Beth, grassi, bassi
e color mattone, o i Pressim, dal naso a proboscide.
Lyta entra nella stazione, trasportata dal fiume della folla, e sale
sul vagone dell'elicoidale, la "spirovia", come la chiamano i saharasiani.
Si siede e abbandona il capo sul poggiatesta. Le porte si chiudono
con un soffio, il vagono cilindrico, sospeso nel vuoto della galleria
a spirale, comincia ad accelerare, spinto dai campi magnetici e, sempre
più veloce, sale verso l'alto.